La società di investimenti BlackRock, un precedente finanziatore di American Express Global Business Travel e Uber, lo scorso 14 gennaio ha annunciato che la sostenibilità dovrebbe essere il suo “nuovo standard per gli investimenti”. “La nostra convinzione d’investimento è che i portafogli integrati nella sostenibilità possono fornire agli investitori rendimenti migliori, corretti per il rischio”, ha scritto Larry Fink, CEO di BlackRock, in una lettera ai clienti. “Crediamo che l’investimento sostenibile sarà una base fondamentale per il futuro dei portafogli dei clienti”.

Connecting Minds, Creating the Future, vale a dire “collegare le menti, creare il futuro”: è il claim dell’expo mondiale di Dubai, il prossimo ottobre, dove il Padiglione Italia sorgerà fra le aree tematiche Sostenibilità ed Opportunità, a dare l’idea di un rapporto diventato inscindibile. 

Ma la domanda, oggi, è: anche se la sostenibilità sta guadagnando terreno tra gli investitori, sta progredendo davvero nel settore viaggi? La risposta non è semplice, e soprattutto non può essere univoca. Le velocità, ovviamente, sono diverse, ma è lecito supporre che le scommesse di chi investe non possano che generare reazioni conseguenti, quindi se si punta sulla sostenibilità, anche gli operatori più scettici dovranno poi in breve mettere in atto azioni sintonizzate sulla stessa frequenza.

Il Plug and Play Tech Center, riconosciuto da Phocuswright come l’investitore più attivo nel rapporto State of Travel Startups 2019, sta pianificando una grande spinta verso la sostenibilità delle start-up nel 2020. “La sostenibilità è super grande per noi – dice Jordan Bray, responsabile delle partnership aziendali per i viaggi e l’ospitalità presso il Plug and Play -. Nel 2019 abbiamo lanciato un intero team dedicato alla sostenibilità, che può riguardare qualsiasi aspetto della filiera, dai nuovi materiali, ai viaggi e allo spazio della mobilità. Questo sarà un anno fondamentale”. Anche per Bray, comunque, resta il problema delle aziende “di viaggi”: “Ce ne sono alcune che si concentrano sulla sostenibilità e altre che si limitano a parlarne. Penso che molte aziende del nostro settore stiano approfittando di una parola usandola solo per motivi di relazioni pubbliche”. Nel frattempo Plug and Play nell’ottobre scorso ha annunciato una nuova partnership con l’Alliance to End Plastic Waste per identificare e investire in start-up che si occupano dei rifiuti di plastica nell’ambiente. “Nei prossimi cinque anni – conclude Bray -, 1,5 miliardi di dollari saranno impiegati e investiti in tecnologie che possano aiutare a gestire i rifiuti di plastica e promuovere gli sforzi per rendere il nostro mondo un luogo più sostenibile in cui vivere”.

Fattori ESG (Environmental, Social e Governance)

Gli investitori interessati alla sostenibilità spesso la considerano attraverso la totalità dei fattori ambientali, sociali e di governance (ESG). Sebbene questo concetto esista da qualche anno, ha guadagnato terreno negli ultimi tempi – con un record di 20,6 miliardi di dollari destinati a fondi focalizzati sull’ESG nel 2019. 

Fritz Demopoulos, fondatore di Queen’s Road Capital, afferma che la sostenibilità (inclusi tutti i fattori ESG) viene presa in considerazione quando investe in una società di viaggi. E molte delle aziende in cui Demopoulos ha investito, tra cui GetYourGuide, incorporano  proprio elementi ESG. “Per definizione – dice Demopoulos – un’ottima pianificazione sarebbe in grado di affrontare il tema della sostenibilità. Un passo mediocre non lo farebbe”. Demopoulos osserva che i fattori ESG “evolvono con lo sviluppo di un’azienda”, perché spesso ci vuole tempo perché gli stakeholder “sviluppino piani ed eventualmente implementino programmi per affrontare i fattori ESG” come parte di un processo continuo.

Ma cosa può significare tutto questo per gli investitori? “Riconosciamo la natura dinamica ed evolutiva dell’ESG – dice Demopoulos – e siamo continuamente alla ricerca di fondatori, team e co-investitori che siano flessibili, consapevoli e attenti alla sostenibilità e che siano disposti per un periodo di tempo a formulare e implementare piani d’azione”.

Sostegno nella fase iniziale

Le aziende che investono in start-up in fase iniziale, come JetBlue Technology Ventures, stanno ponendo sempre più l’accento sulla sostenibilità ambientale. “Oggi i viaggiatori sono più consapevoli che mai della loro “impronta ecologica” – afferma Bonny Simi, presidente di JetBlue Technology Ventures -. Come esempio, la riduzione dell’inquinamento che deriva dalle nuove tecnologie e dai nuovi carburanti adottati dagli aerei è estremamente interessante per l’industria e per gli investitori”. JetBlue Technology Ventures ha partecipato al round della Serie C da 590 milioni di dollari per Joby Aviation, un aereo completamente elettrico a emissioni zero. “Mentre l’impatto ambientale delle nostre startup è sempre una considerazione importante, quando investiamo – aggiunge Simi -, con l’impegno di JetBlue Airways di quest’anno per arrivare ad emissioni zero su tutti i voli nazionali, cercheremo più attivamente startup e tecnologie per l’aviazione orientate alla sostenibilità”.

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