Una delle tendenze più diffuse in quasi tutti i settori è l’internet delle cose, altrimenti noto come IoT. Quello che qualche anno fa sembrava fantascienza sta diventando realtà. L’Internet delle cose si riferisce all’inserimento della connettività in dispositivi di uso quotidiano che di solito non contano su quelle capacità; rende gli apparecchi “intelligenti” permettendo loro di ricevere o inviare dati e comunicare tra loro. Il tutto aumenterà in modo significativo la quantità di dati a nostra disposizione e i livelli di automazione. Migliorerà anche il controllo e il monitoraggio che possiamo esercitare su tali dispositivi. L’internet degli oggetti ci permetterà, in ultima analisi, non solo di rendere intelligenti i dispositivi, di pensare da remoto ai termostati e ai sistemi di sicurezza, ma anche di preservare l’ambiente e il patrimonio immobiliare in cui operano.

Il campo di applicazione dell’IoT è vasto; va dalle soluzioni offerte agli ospiti all’ottimizzazione delle operazioni della struttura alberghiera e, in ultima analisi, al fracking immobiliare, ovvero la capacità di utilizzare la tecnologia per monetizzare gli edifici in modo nuovo (Steve Weikal Head of Industry Relations del MIT Center for Real Estate). La sua vasta gamma di utilizzi è la ragione per cui dovrebbe essere seriamente presa in considerazione sia dai gestori che dai proprietari degli alberghi. Di seguito vengono presentati alcuni esempi di come gli albergatori possono utilizzare e sfruttare l’internet delle cose.

Interventi preventivi e predittivi

Dalle riparazioni preventive a quelle predittive, a manutenzione e risparmio energetico. Gli albergatori hanno introdotto elettrodomestici che rendono il soggiorno degli ospiti più gratificante in quasi tutte le stanze d’albergo del mondo, almeno fino a quando non smettono di funzionare. Un ottimo esempio di introduzione della tecnologia per aumentare la soddisfazione degli ospiti è l’aria condizionata e la ventilazione nelle camere d’albergo, un tempo un lusso, ora mercificato. Come esemplificato in un sondaggio condotto da TripAdvisor nel 2016, il 63% dei viaggiatori ha affermato che l’aria condizionata è un must per la scelta di un hotel, più che la rete Wi-Fi gratuita in camera (46%) o la colazione (40%). Ciò significa che il 63% dei viaggiatori in tutto il mondo sceglierebbe una proprietà piuttosto che un’altra semplicemente a causa dell’aria condizionata o della sua mancanza.

Tradizionalmente, i dipendenti si impegnano nella manutenzione preventiva, controllano ogni camera prima dell’arrivo dell’ospite per assicurarsi che ogni dispositivo sia in ordine. Controlli di manutenzione regolari aiutano a ridurre i reclami e ad aumentare la vita utile dei dispositivi stessi. Collegando quelli di uso quotidiano a un database centralizzato, il personale dell’hotel riceverà in tempo reale i dati relativi al funzionamento di un qualsiasi dispositivo, il tutto prima che il cliente se ne renda conto e prima che questo porti insoddisfazione, passando dalla manutenzione preventiva a quella predittiva. Questo passaggio permetterà agli hotel di identificare i difetti prima che essi pongano un problema reale, risparmiando il tempo dei dipendenti e, in ultima analisi, riducendo i costi. La manutenzione predittiva è prevalentemente rilevante per la gestione delle infrastrutture, in particolare per le proprietà e i resort più grandi. L’effetto di ricaduta della manutenzione predittiva comporterebbe per i clienti un minore attrito con la tecnologia per tutta la durata del loro soggiorno e, in ultima analisi, aumenterebbe la loro soddisfazione. Non servirebbe solo a ridurre l’attrito, ma a migliorare altri aspetti più superficiali del soggiorno, fornendo esperienze iper-personalizzate, cioè “la stanza collegata”. I dispositivi intelligenti permettono ai clienti di scegliere, ad esempio, la temperatura in anticipo o in tempo reale. L’internet degli oggetti non è un sostituto del personale dell’hotel, ma può aiutare nei compiti. Come eliminando le ore di attesa per il recupero di un vassoio di servizio in camera: se un semplice vassoio è collegato, sarà esso stesso ad avvisare il personale dell’hotel quando la sua funzione sarà finita, senza che il cliente debba appendere l’avviso alla porta. Così per l’aria condizionata: non servirà più attendere la manutenzione per controllare l’unità, sarà essa stessa ad informare automaticamente di un eventuale guasto nel sistema.

Secondo il Customer Experience Survey di PwC, i clienti non vogliono scegliere tra le interazioni umane e la macchina: vogliono che l’automazione sia integrata nelle loro esperienze, ma che mantenga comunque un elemento umano, preservando l’elevata interazione umana che si trova nell’ospitalità, ma che è resa possibile da un’esperienza tecnologica senza soluzione di continuità.

Scegliendo saggiamente quali risorse si vogliono monitorare, si può fornire agli ospiti i benefici invisibili della tecnologia lasciando l’interazione umana a compiti a valore aggiunto. Permettere la connessione di dispositivi rivolti agli ospiti, come i vassoi, la IoT può anche aiutare nelle ottimizzazioni delle operazioni, ad esempio nella gestione dell’inventario. I dati forniti da questi dispositivi collegati possono essere utilizzati per far risparmiare tempo ai dipendenti e consentire un utilizzo in modo più produttivo, lasciando più tempo agli operatori per il contatto prezioso con gli ospiti.

Start-up PropTech

Le start-up PropTech, ovvero le aziende specializzate nella fornitura di soluzioni tecnologiche per migliorare il modo in cui acquistiamo, affittiamo, progettiamo e costruiamo edifici, sono in pieno boom: il 2018 da solo ha mostrato un investimento di 4 miliardi di dollari nel settore, rispetto ai soli 20 milioni di dollari del 2008. L’obiettivo principale di queste start-up è quello di rendere gli edifici più intelligenti, monetizzarli in un modo completamente nuovo e, in ultima analisi, aumentare il loro valore complessivo, altrimenti noto come fracking immobiliare.

Le nuove sfide

Il movimento di conversione di un gran numero di apparecchi in dispositivi intelligenti porterà a edifici più performanti. Tuttavia, l’introduzione di così tanti nuovi dispositivi collegati si tradurrebbe in una quantità senza precedenti di dati inviati e ricevuti, oltre che condivisi. Questo potrebbe portare a due potenziali sfide: congestione della rete e più vulnerabilità dei dati e dei dispositivi alle violazioni. Due le soluzioni per gli albergatori: l’introduzione della rete 5G e l’elaborazione dei dati attraverso sistemi di elaborazione nebbia e edge computing.

La rete 5G

Il 5G, che sta iniziando ad essere implementato in luoghi specifici e che si diffonderà nei prossimi due anni, promette un ambiente molto più “amichevole” per l’internet degli oggetti, con una velocità di trasmissione dati senza precedenti, una capacità di traffico e un’efficienza di rete di 100x e una densità di connessione di 10x.

La ricerca Gartner ipotizza che entro il 2020 saranno collegati oltre 20,4 miliardi di dispositivi, un numero che non può essere supportato con l’attuale infrastruttura wireless. Se si vuole garantire che i dati in tempo reale siano prodotti ed elaborati istantaneamente, senza praticamente alcun ritardo, si dovrà passare da 4G a 5G. Tuttavia, il 5G presenta anche alcune limitazioni, e per utilizzare questa tecnologia al massimo del suo potenziale si dovrà pianificare come rinnovare e costruire infrastrutture adattate alla nuova rete.

Il 5G opera ad una frequenza molto più alta, fino a 95Ghz rispetto al 4G che operava a 2,5Ghz: le frequenze più alte permettono la formazione del fascio, il che significa che le onde di informazione possono essere mirate a specifici dispositivi. La sfida è che le antenne 5G, pur essendo in grado di gestire molte più informazioni, emettono un fascio su distanze più brevi e vengono anche interrotte da oggetti. Per combattere questo problema, sarà necessario un numero molto più grande di antenne cellulari per garantire una connessione ininterrotta, quasi un’antenna per stanza. Con queste conoscenze, si potrebbe ipotizzare che il 5G possa potenzialmente sostituire i router Wi-Fi. In definitiva, spetta ai proprietari e agli operatori determinare l’investimento necessario per effettuare questa transizione.

Proteggere i dati

L’architettura dei dati è importante quanto l’architettura degli edifici. Il fracking di immobili per l’ospitalità e l’introduzione di una nuova rete 5G comporterà la raccolta di una quantità di dati senza precedenti. Si deve però garantire che la smartificazione e la sicurezza vengano affiancate. Una soluzione proposta è quella di introdurre il fog e l’edge computing rispetto al già diffuso cloud computing. Fino ad oggi, la maggior parte dei dati prodotti dagli hotel viene trasportata nel cloud per essere immagazzinata; una volta nel cloud, i dati vengono analizzati e rimandati al dispositivo. La costante trasmissione dei dati avanti e indietro potrebbe però comportare un rischio maggiore di violazioni. Il fog e l’edge computing mirano a memorizzare, analizzare ed elaborare i dati in modo più efficiente ai margini della rete, cioè a livello di proprietà, nel caso degli hotel, invece che nel cloud o in un data warehouse centrale. Sia il fog che l’edge computing hanno l’obiettivo di avvicinare le capacità di elaborazione dei dati al luogo di origine, ma la differenza fondamentale tra queste due architetture è il luogo in cui viene prodotta questa intelligenza: nel fog computing le informazioni vengono spinte verso la rete locale, mentre nell’edge computing le informazioni vengono elaborate direttamente nei dispositivi. L’edge e il fog computing sono interessanti per due motivi: i costi di memorizzazione e di elaborazione dei dati nel cloud aumenteranno il numero di informazioni che inviamo ad esso; se si dovesse verificare un attacco ai dati a livello di cloud, l’intera rete potrebbe essere abbattuta. Sebbene il cloud computing conti molti vantaggi, probabilmente non è l’opzione migliore per l’internet degli oggetti. la soluzione migliore per proteggere i dati dei nostri hotel e dei nostri ospiti è trovare una combinazione di architettura cloud e edge o fog.

In particolare, ci sono tre vantaggi principali nell’utilizzo di una combinazione di edge computing per l’internet degli hotel: una maggiore sicurezza dei dati, perché i dati sono decentralizzati e distribuiti tra tutti i diversi dispositivi collegati, e quindi è più difficile eliminare l’intero sistema, un approccio è particolarmente utile per la conformità al GDPR, meno informazioni vengono inviate attraverso reti alternative, meglio è; un miglioramento dell’efficienza e una riduzione dei costi operativi (il minor traffico dati e la riduzione del cloud storage, a loro volta, portano ad una riduzione dei costi e ad una più rapida analisi dei dati); una scalabilità illimitata: se le informazioni vengono elaborate a livello di rete, senza essere inviate al cloud, non si è soggetti a limitazioni di spazio per l’archiviazione dei dati.

What’s next?

Il futuro è dietro l’angolo: non avremo altra scelta che partecipare alla gara di smartificazione delle nostre proprietà. Questi progressi si tradurranno in una maggiore efficienza operativa e in una maggiore soddisfazione degli ospiti, ma man mano che un numero maggiore di dispositivi non collegati si connette e gli edifici diventano più intelligenti, in che modo questo influenzerà in ultima analisi la valutazione dell’hotel?

La chiave per poter supportare in modo efficiente la maggiore comunicazione tra i dispositivi è abbracciare le nuove tecnologie come la rete 5G e considerare come, quando e dove le informazioni vengono elaborate, scegliendo il tipo di architettura dati più adatto alle proprie esigenze.

FONTE:
https://www.linkedin.com/pulse/future-iot-edge-ian-millar/

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