Giovedì scorso la città di Amsterdam ha annunciato che dal 1° luglio vieterà le case vacanza, comprese quelle sulla piattaforma di Airbnb, in tre aree che costituiscono il centro storico della città.

Più in particolare, i quartieri in cui Airbnb sarà bandito includono il quartiere a luci rosse di 500 anni fa e la maggior parte dell’anello del canale del centro città, parte di un patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Negli altri quartieri della capitale olandese, le case vacanze saranno consentite solo con un permesso speciale, e solo per un massimo di 30 giorni all’anno, a gruppi di non più di quattro persone.

Diversi critici hanno a lungo lamentato come l’ascesa degli affitti turistici in stile Airbnb abbia strappato l’anima al centro delle città turistiche più amate d’Europa, da Edimburgo a Barcellona, passando anche per la nostra Venezia.

L’assessore all’edilizia abitativa Laurens Ivens ha dichiarato come circa l’80% delle persone che vivono nel centro della città devono affrontare i problemi e i disagi causati dal turismo. Ha aggiunto di come i residenti locali dovrebbero poter vivere il proprio quartiere.

Divieti ma sono per chi infrange le regole

Il divieto di affitti per vacanze non si applicherà ai bed & breakfast con licenza, ma fermerà invece le altre forme di affitto ai turisti tramite piattaforme come Airbnb. La città sta anche portando i permessi per gli affitti per le vacanze nel resto della città. I permessi saranno concessi solo se l’immobile viene abitato per la maggior parte del tempo, se l’immobile non viene affittato per più di 30 giorni e se viene affittato a non più di quattro persone. I proprietari dovranno inoltre registrare ogni periodo di affitto presso la città.

Le multe arriveranno fino a quasi 21.000 euro. I funzionari olandesi dichiarano che il nuovo sistema di permessi renderà più facile controllare che i proprietari non infrangano le regole.

La sentenza della Corte e le regole nazionali

L’introduzione delle autorizzazioni fa seguito a una sentenza del Consiglio di Stato dell’inizio di quest’anno, secondo la quale gli affitti per le vacanze nei Paesi Bassi sono tecnicamente possibili solo con un’autorizzazione.

Una ricerca della città mostra che una proprietà su 15 ad Amsterdam è stata affittata via Airbnb ad un certo punto e ci sono circa 25.000 annunci al mese per affitti di vacanze nella capitale attraverso varie piattaforme. Il consiglio comunale dell’Aia sta effettivamente vietando a tutti gli abitanti del luogo di affittare la loro proprietà o una stanza tramite agenzie come Airbnb a seguito della sentenza del tribunale. Ha deciso di non istituire un sistema di licenze.

Il divieto dell’Aia durerà probabilmente fino alla fine di quest’anno, quando il governo avrà completato la legislazione nazionale per coprire gli affitti per le vacanze. Tali norme nazionali consentiranno alle autorità locali di richiedere l’iscrizione di affitti per le vacanze in un registro nelle zone in cui l’offerta di alloggi è scarsa. Il numero di registrazione dovrà poi essere incluso negli annunci su piattaforme come Airbnb.

La risposta di Airbnb

Non si è fatta attendere la risposta da parte di Airbnb, secondo cui il 95% degli annunci sulla propria piattaforma siano al di fuori delle aree interessate e contribuiscono a disperdere il turismo e a diffondere i benefici finanziari in tutta la città. “Mentre il municipio sta lavorando su misure per sottrarre reddito agli abitanti di Amsterdam e alle imprese, Airbnb ha introdotto nuovi ed efficaci strumenti per affrontare il rumore e il fastidio che sono già stati accolti con favore dall’assessore Ivens”. L’agenzia sottolinea che un terzo dei proprietari di Airbnb afferma di aver bisogno dei propri guadagni per aiutare a sbarcare il lunario.

La società è anche “profondamente preoccupata che le proposte siano illegali e violino i diritti fondamentali dei residenti locali”, secondo Reuters. Il gigante dell’affitto sostiene che la decisione del comune è illegale, indicando le leggi della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e della direttiva sui servizi dell’Unione europea, nonché le norme nazionali che affermano che esse danno diritto esclusivamente ad Amsterdam di designare aree per un regime di licenze.

Nonostante la loro opposizione, tuttavia, Airbnb ha espresso la volontà di collaborare con il comune per giungere ad un accordo favorevole. “Siamo sempre in un processo costruttivo con Amsterdam”, ha dichiarato sabato un portavoce di Airbnb al NL Times, aggiungendo che l’azienda è sempre stata disposta a lavorare con il comune per ridurre i fastidi derivanti dalle sue case vacanza.

Il portavoce ha anche sottolineato che il numero di reclami riguardanti le case vacanza è diminuito negli ultimi tre anni, con 1.772 reclami registrati nel 2017 contro i 1.082 del 2019.

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